Questi giorni stavo cercando di sensibilizzare i miei concittadini verso un problema di grandissima importanza: la mancanza di neve a Cagliari.
I giornali e i telegionali traboccavano di neve, i romani sono rimasti qualche giorno fermi sul raccordo a guardare la neve che cadeva.
I treni si fermavano persino per ammirare il paesaggio innevato, lì in mezzo alla campagna, per gioia dei viaggiatori.
[vp] Lo sa che rischia il linciaggio questa qui? [/vp]
[va] Non lo so, ma stiamo a guardare, potrebbe essere divertente se lo fanno. [/va]
Insomma mezza Italia imbiancata e tutto quello che siamo riusciti a fare noi è stata una spolverata alle otto del mattino di un sabato.
Credo che non abbia superato le otto e cinque, quindi non l’ha vista nessuno, perché di sabato mattina dormono tutti.
Avevo anche lanciato via facebook la campagna “pensiamo nevoso”, per spingere i miei concittadini ad avere una sensibilità più fredda e aerea, ma non ha funzionato.
Non c’è niente da fare, i Cagliaritani pensano caldo, rimuginano tutto il tempo sul mare e l’estate, vanificando ogni sforzo per avere un tempo vagamente invernale.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: siamo a febbraio e invece di un bel manto candido abbiamo diciotto gradi e il sole a picco.
Alla fine mi sono convinta dell’inutilità dei miei sforzi e ho deciso di pensare primaverile anch’io.
Ora mi sto concentrando su boccioli, zeffiri e germogli, ma se poi vi vengono le allergie sappiate che io non ho colpe.